Ci sono cose che si capiscono col tempo.
E poi ci sono cose che iniziano proprio perché non si capiscono.
Per anni ho cercato risposte.
Nelle persone.
Nel lavoro.
Nelle organizzazioni.
Pensavo che il problema fosse sempre qualcosa di visibile.
Un errore.
Una mancanza.
Una decisione sbagliata.
Poi, col tempo, ho iniziato ad accorgermi di una cosa.
Quello che non funziona, raramente è dove sembra.
Un conflitto non è quasi mai solo un conflitto.
Una difficoltà non è quasi mai solo una difficoltà.
Una persona “complicata” non è quasi mai solo quello che appare.
E così ho smesso di cercare soluzioni veloci.
Ho iniziato a osservare.
A stare dentro alle situazioni senza volerle subito cambiare.
A farmi domande prima di dare risposte.
A capire che spesso ciò che vediamo è solo la superficie.
Non è stato immediato.
E non è nemmeno finito.
Perché capire davvero qualcosa non è un punto di arrivo.
È un modo di stare nelle cose.
Oggi non cerco più di avere ragione.
Cerco di capire cosa non sto vedendo.
E ogni volta che riesco a farlo,
qualcosa cambia.
Non fuori.
Dentro.
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